Teresa Esposito





BOZZA D'AMORE

Come usignolo ingabbiato
canto l'inno all'amore.
Su fogli sparsi,
leggo le note del cuore,
scritte nel panico d'umore.
Rifletto gli spazi lasciati,
sembrano pause volute.
Poi cerco le parole mancanti
per descrivere gli attimi vissuti.
C'è solo il dipinto del Nulla
d'un capitolo della tua vita
e la bozza di qualche nota
che ha lusingato il mio vivere.


*

PROLOGO DI UNA FARSA

Sulle rovine della tua essenza,
ho cercato un posticino remoto.
Inciampai sui resti rovinati
del tuo passato.
Lì, dove il vento non alita mai
e il sole muore con l'alba,
nascondevi la verità.
Tu, elemosinando sicurezza,
vagabondavi tra desideri
inespressi di una vita taciuta,
e di riflesso
spiavi il mio destino...
E' solo il prologo
di una storia non vissuta.
E tu l'attore mascherato 
di una farsa mai finita.


*

QUESTA SONO IO 

Questa sono io...
voglio essere a modo mio.
Sono così come io mi voglio
e non devo somigliare a te.
Voglio urlare quando son muta.
Rido a crepapelle per non piangere.
Piango quando tutti ridono.
Son felice di come vivo la vita,
credendo nella felicità avuta.
Questa sono io...
Mi piace correre a perdifiato
e fermarmi per il sopraffiato.
Voglio lanciare ancora il mio cuore,
nonostante pezzato di dolore.
Son ribelle alla prepotenza,
agli sciocchi e ai nullafacenti.
Quando apro gli occhi del cuore,
mi emoziono per il mio fervore.
Questa sono io...
Ho vagato per strade buie
mi son persa, ho avuto paura,
ho pregato, ho pianto, ho cercato...
ma la via sicura ho ritrovato.
Sono una donna di giorni di pazzia
e cerco l’equilibrio sopra la follia.
Questa sono io,
così come mi voglio io.



CON L'ANIMA SCALZA

Vado per la vita con l'anima scalza
sferrando pugni tra le rugosità degli anni.   
Il tempo allevia ferite d’una storia vissuta
e sulla pelle intessuta di ricami antichi,
Or ora piange la bella mimosa sfiorita,
ansiosa del tempo passato, 
non più giovane,
ma solo un mero rimpianto 
ad ogni stagione.
Viso sgualcito di un rosso tramonto incartato,
accorati passi felpati di quest’ardua salita,
e mani doloranti di un fare ormai stanco,
segnano l’inizio di un’alba di vita nascente.   
Sospiro al ricordo d‘un sogno d’amore 
scordato e poi dissolto nell’aria,
nostalgia. . .
Passato e presente scivolano tra le dita.
Le insicurezze certe di paure scontate 
cedono il posto a sicure incertezze,
di un altro morire dentro. . .
morire e credere in te,
che mi regali il tuo pensiero.
È a te che vorrei donare 
l’essenza della mia esistenza.
Il silenzio cade.
Ora, con vociante mutismo
e soffocati gridolii d’una sommessa gioia, 
calzo l’anima scalza.  
Aspetto domani, 
col cielo racchiuso
in un palmo d’una mano.








































⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽

Commento ai testi
E' il caso di dire che un'autrice stupisce realmente quando riesce a denudarsi davanti alla poesia, coinvolgendoci, in qualità di testimoni indifferenti, nell'intimo colloquio del poeta. Un colloquio preziosissimo perché tanto vero quanto bugiardo, dal momento che la poesia stessa o la sua assenza vive unicamente nel papito del poeta, in un presentimento continuo di morte imminente o di vita estrema di fronte all'amore, alle sue forme velate e manifeste, che stringono il poeta alla scrittura e alle sue leggi sfuggenti. Questa altalena di sentimenti attraversa le tre liriche di Teresa Esposito in "Prologo di una farsa" "Con l'anima scalza" e " Bozza d'amore" come emerge da questi versi di "Con l'anima scalza": […] Viso sgualcito di un rosso tramonto incartato, accorati passi felpati di quest’ardua salita, e mani doloranti di un fare ormai stanco […] Sospiro al ricordo d‘un sogno d’amore scordato e poi dissolto nell’aria […] Passato e presente scivolano tra le dita. Le insicurezze certe di paure scontate cedono il posto a sicure incertezze, di un altro morire dentro […]Da subito il ritmo altisonante della lirica ci trasporta nel tempo del poeta, in una dimensione che si frantuma nel ricordo nostalgico delle albe che ne pervasero le dita di piacevole mistero; un tempo che unitamente si riaccomoda nell'atto stesso di ricordarle, riportando alla memoria presente e al tessere della parola, l'attimo che precede l'abbandono del poeta alla gioia. […] Ora, con vociante mutismo e soffocati gridolii d’una sommessa gioia, calzo l’anima scalza/ Aspetto domani, col cielo racchiuso/ in un palmo d’una mano/. Parimenti leggendo "Prologo di una farsa": [… ] Sulle rovine della tua essenza, ho cercato un posticino remoto [… ] Tu, elemosinando sicurezza [… ] spiavi il mio destino; e "Bozza d'amore": [… ] Come usignolo ingabbiato/ canto l’inno all’amore/[… ] C’è solo il dipinto del Nulla [… ] e la bozza di qualche nota che ha lusingato il mio vivere; la poetessa ci accompagna dolcemente in quel confine labile, dove il canto diviene sì espressione di un fare svilito della parola attendendola ma anche unico strumento di corteggiamento del poeta per avocarla a sé nuovamente. La lettura dell'autrice arricchisce nella comprensione e nei sentimenti che animano la scrittura, mostrandoci una poesia dai chiaroscuri ben equilibrati e una poetica matura.

La Redazione
Ilaria Cino, 24 settembre 2016



⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽⎽









Teresa Esposito nasce il 2 febbraio 1964 a Castellammare di Stabia, provincia di Napoli, docente laureata che insegna da ben 28 anni nella scuola primaria, dove ricopre il ruolo di Vicepreside. Una donna che s’è dedicata al sociale, ha fondato in passato per i giovani, insieme ad altri attori e regista, un'associazione teatrale, "LA  MASCHERA" e lei stessa ha recitato in varie commedie teatrali, ricoprendo vari ruoli. Teresa, fin dall’adolescenza manifesta un grande amore per la poesia e scrive poesie chiuse nei suoi tre diari segreti, conservati fino ad oggi, ma solo nel 2012 inizia a scrivere poesie per alleviare il dolore di una grande perdita. Oggi per lei la poesia è introspettiva, catartica e sociale. Le sue liriche affrontano diverse tematiche, da quelle esistenziali a quelle sociali. Da poco è entrata con umiltà nel mondo dei concorsi, ottenendo anche dei risultati soddisfacenti: Vince quasi in tutti i concorsi a cui aderisce, ricevendo riconoscimenti vari, menzioni speciali, d’onore e si è classificata al primo posto con la poesia in lingua napoletana “Peccate moderne” nel concorso 7° Edizione Premio Letterario "LE PAROLE DELL’ANIMA" Città di Casoria - (NA). e al secondo posto con la poesia “Sulla strada dei ricordi” nel concorso De Finibus Terrae a Gallipoli. In quest’ultimo periodo è chiamata a far parte di molte giurie di concorsi di poesia, è impegnata a preparare vari eventi culturali ed è segretaria organizzativa della 5° edizione del concorso “ PREMIO MADONNA DELL’ARCO” di Castellammare di Stabia