LA VITA ACCADE






AUTORE: Livio Spanò

GENEREPoesia

EDITORE: Amande

Recensione di Lavinia Frati





“Dipendo dalle mie labbra” (pg.25): il verso che l’autore, Livio Spanò, scrive è la torcia che getta luce sulla poetica che si esplica nella sua raccolta di poesie “La vita accade”. La sua poesia esprime non solo un disagio sociale  Da bravi cittadini le persone si decompongono negli spazi gentilmente concessi dal comune gli umori frantumati si scaccolano ai semafori le donne abbreviano i passi con qualche sosta al ristoro.
Sembrano tutti venire da una grande fabbrica”
(pg.14) ma anche un disagio psico – fisico che trova, nella parola, il mezzo per far apparire l’umbratile pensiero in essa contenuto. Il disagio della realtà, di deleuziana memoria, squassa anche il corpo “ogni tanto si crolla senza distinguere la scena dalla finzione” (pg.12).
La mancanza è in tutto, anche nel frigo vuoto, ed è solo dalla coscienza del sé profondo, l’ io e me (pg.35), che si riesce a conoscere e a esprimere al meglio le tensioni che il vivere attuale comporta.
“Quando si scava la cacca dell’essere e del suo linguaggio bisogna che la poesia puzzi” scriveva Artaud, e, metaforicamente, l’autore riesce, in questo libro, a dar vita alle tensioni e ai dissidi interni e a rendere reale quel male di vivere a cui si è talmente abituati da non percepirlo nemmeno più. La poesia non salva l’anima: rende solo più reale, per chi ancora occhi con cui poter osservare, ciò che è scomodo, la sozzeria nascosta sotto il tappeto, la solitudine dell’uomo. Ma forse è proprio questo ciò che fa di un uomo un poeta: riuscire a narrare la realtà così com’è, senza edulcorarla e senza aspirare a migliorarla. Viverci dentro sapendo che “Le cose che ho sempre desiderato 
non sono mai realmente state utili” (pg. 13).


Lavinia Frati, 8 maggio 2017


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