ESTEMPORANEA 2016




AUTORE: Aa. Vv.

GENERE: Poesia femminile 

Lestanzedicarta.blogspot.it 

Recensione di Lavinia Frati









Se è vero che la poesia “al femminile” è spesso percorsa da eventi autobiografici che la fanno diventare una sorta di diario intimo in cui l’esperienza, spesso dolorosa, è vissuta in prima persona, e altresì inconfutabile che la spersonalizzazione di essa rende possibile al pubblico riconoscersi nei versi poetici  “[…] La scrittura non è specchio, piuttosto il vetro zigrinato delle docce, dove il corpo si sgretola e solo la sua ombra traspare incerta ma reale. E non si riconosce chi si lava ma soltanto il suo gesto. […]” (Valerio Magrelli. (da “Rima Palpebralis” Poesie (1980-1992) e altre poesie. Ed. Einaudi).

La scrittura delle donne nasce spesso dal sacrificio, di sé stesse o del loro tempo, a beneficio di altri. Se Virginia Woolf, in un’epoca in cui le donne, una volta morto il marito, ridiventavano proprietà del padre o di un fratello e non era permesso loro neanche amministrare liberamente la loro eredità, rivendicava “Una stanza tutta per sé” , uno spazio insomma che permettesse loro di dedicarsi alla scrittura o a qualsiasi altra arte in grado di esprimere la loro creatività (come faceva Jane Austen nel grande salotto di casa sua dove, mentre si avvicendavano ospiti, domestici, famigliari, lei dava vita alle sue grandi opere); se Sibilla Aleramo arrivava a dire  “gli uomini ai quali parlo non sanno, quando mi dicono con leale stupore che hanno l’impressione di discorrere con me da pari a pari, non sanno come echeggi penosa in fondo al mio spirito quella pur così lugubre dichiarazione, a quale insolvibile dramma essa mi richiami. Per conquistare questa necessaria stima dei miei fratelli, io ho dovuto adattare la mia intelligenza alla loro, con sforzo di decenni: capire l’uomo, imparare il suo linguaggio, è stato allontanarmi da me stessa.”, allora la sfida che si è voluta lanciare con questa raccolta di poesia al femminile era capire quanto ci si era allontanate da questa primordiale esigenza di essere se stesse, di mostrarsi per quello che si è.

Nonostante tematiche così forti, quali quelle proposte, ossia la violenza sui minori e sulle donne, ciò che è emerso da questa raccolta di poesie è che lo sguardo delle donne  riesce a cogliere e a rendere visibile il dolore della violenza e della sopraffazione senza però rinunciare alla vita e al desiderio di rinascita. La poesia, per la sua particolare struttura, meglio si presta, rispetto ad altre forme d’arte, ad esprimere il senso del dolore: eppure si è potuto osservare come, con la stessa immediatezza, il limite di questo dolore viene qui travalicato, spesso, dal desiderio di vedere oltre, di rimediare ad esso ed aprire quello spiraglio di luce che permetta alla donna di librarsi oltre esso.

Un altro elemento che emerge da questa raccolta poetica  è la non totale rinuncia all’altro, la speranza che l’universo maschile – seppur analizzato nel suo aspetto peggiore – possa capire, comprendere e far parte di quello femminile.
Un discorso a parte merita invece la parte poetica dedicata alla violenza sui minori. Qui il tono si fa aspro, privo di coinvolgimenti o riflessioni di tipo consolatorie: questo genere di violenza appare ingiustificabile all’universo femminile e, anche stilisticamente, i versi si fanno asciutti, essenziali nella loro drammaticità. L’assenza di auto compatimenti e di un sentimentalismo che isoli la donna nell’universo femmineo sono gli elementi che fanno di questa raccolta un interessante spunto di riflessione per tutti.


Lavinia Frati, 28 maggio 2016



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